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Loque Europea o European FoulbroodA

Le api svolgono un ruolo vitale nell’impollinazione delle piante e nell’equilibrio degli ecosistemi. Purtroppo, sono vulnerabili a diverse malattie, e una di queste è la “Loque Europea”. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche genetiche, la struttura virale, la diffusione, i sintomi, l’impatto e i modi in cui questa malattia viene trasmessa. Cominciamo il nostro viaggio nella comprensione della Loque Europea.

Loque Europea o European Foulbrood (EFB) è una malattia batterica che colpisce la covata delle api mellifere. La resistenza genetica di alcune specie di api a questa malattia potrebbe consentire, specialmente in condizioni ambientali favorevoli, di superare l’infezione senza subire danni gravi. Tuttavia, va notato che, anche se caratterizzata da una prognosi migliore rispetto alla Morte Nera Americana, in alcune aree l’EFB ha una manifestazione più maligna, danneggiando seriamente persino colonie di api molto forti. Questo documento descrive le cause e i sintomi dell’EFB, come la malattia si diffonde e come affrontarla e prevenirla.

Cause European FoulbroodA

E’ scatenata dal batterio streptococco Melissococcus pluton (M. pluton), spesso trovato in associazione con altri agenti batterici come Bacillus alvei, Streptococcus faecalis, Achromobacter eurydice, Paenibacillus alvei e Bacillus laterosporus. A seconda della combinazione di batteri legati al batterio M. pluton, l’EFB può manifestarsi con una varietà di sintomi diversi, come ad esempio la presenza o l’assenza di un sgradevole odore acido. È interessante notare che M. pluton è un batterio notevolmente resistente alle condizioni ambientali avverse, il che significa che può rimanere vitale per diversi mesi, persino all’interno del polline delle api.

L’infezione inizia quando le spore del batterio penetrano nella covata in fase di sviluppo. Una volta all’interno delle celle della covata, il batterio M. pluton si moltiplica rapidamente, alimentandosi delle riserve nutritive destinate alle larve. Questo compromette il normale sviluppo delle larve, portando alla loro morte prematura. La decomposizione delle larve infette causa la formazione di una massa scura e appiccicosa, che è una delle caratteristiche distintive della malattia. La propagazione dell’EFB all’interno di una colonia può avvenire attraverso la pulizia delle cellule infette da parte delle api operaie, che diffondono involontariamente le spore in tutto l’alveare.

È importante sottolineare che l’effetto della malattia può essere influenzato dalla varietà di batteri coinvolti. Alcune combinazioni batteriche possono portare a sintomi più gravi, come l’emissione di un odore acre, mentre altre possono risultare meno dannose per la colonia. La comprensione delle diverse varianti di questa malattia e dei fattori che ne influenzano la gravità è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di gestione e controllo.

Sintomi e impatto

Loque Europea

La trasmissione dell’EFB dall’ape adulta alla larva avviene per via orale. Dopo l’infezione, le larve muoiono nel giro di pochi giorni, indipendentemente che si tratti di larve operaie, fuchi o regine. A differenza della Morte Nera Americana, M. pluton uccide le larve prima della chiusura delle celle. La morte delle larve avviene con celle aperte, e questa è una delle caratteristiche che permette di differenziare l’EFB dalla Morte Nera Americana (Figura 1). Solo in casi di infezione grave da EFB, le larve possono morire nelle celle chiuse.

Un’altra caratteristica importante per riconoscere questa malattia è che le larve colpite, invece di essere posizionate orizzontalmente su un lato in una forma a “C”, aderendo alla parte posteriore delle celle, spesso cambiano posizione. Le larve infette perdono inizialmente il loro colore bianco perlato per diventare prima opache, poi tendenti al giallo e infine giallo-marroni (Figura 2). Dopo la morte, la larva diventa più scura e si decomprime, trasformandosi in una massa marrone morbida, che non è né viscida né filamentosa, a differenza delle larve infestate dall’AFB (Figura 3). Questa massa si asciuga formando una scaglia di ruggine scura simile a quella dell’AFB ma, a differenza di quest’ultimo, è facilmente rimovibile dalla cella.

La covata appare dispersa, con celle che contengono larve morte ingiallite. A seconda dei batteri presenti, le larve morte possono emettere odori di diversa intensità. Il Melissococcus pluton produce un odore aspro, con larve flaccide ma intatte. Tuttavia, se è associato a Bacillus alvei, la covata ha un odore putrido con larve fonde (ma non filamentose come nell’AFB). Ci sono anche forme intermedie in cui le celle non emettono alcun odore. Quando la malattia non è ben sviluppata, specialmente se si sostituisce la regina e ci si trova in un periodo favorevole dell’anno (con la presenza di abbondanti fiori che forniscono nettare e polline), le api potrebbero essere in grado di pulire tutte le celle colpite e la malattia può scomparire spontaneamente, prevenendo così la diffusione dell’infezione al resto dell’apiario.

Il batterio cresce nell’alveare, a livello di covata. La malattia si propaga tramite le api nutrici che, nel tentativo di pulire le celle dalle larve morte, si contaminano con spore che poi passano alle larve durante l’alimentazione. Può viaggiare da un alveare all’altro, o da un apiario all’altro, trasportato dalle api stesse. Spesso le api raziano un alveare malato, e così la diffondono. Ma anche l’apicoltore può giocare un ruolo, usando miele infetto per nutrire colonie sane o spostando colonie malate durante le migrazioni apistiche. Gli strumenti contaminati, le attrezzature sporche, e persino lo spostamento di favi possono contribuire alla danza mortale dell’infezione.

La malattia, può emergere in qualsiasi stagione, ma trova terreno fertile nelle primavere umide fredde e piovose, quando la covata si moltiplica ma il cibo scarseggia, un alveare che manchi di proteine sembra essere più vulnerabile a questa malattia. Il batterio viaggia nel miele, attraverso i favi infetti, si nasconde nel polline e nel nettare.

Le colonie deboli, quelle sfinite per mille ragioni, dalla fame all’apicoltura errante, dai pesticidi, sono le prime ad abbassare le difese. Ma anche le colonie geneticamente più sensibili al contagio si piegano all’inevitabile. Mentre quelle forti e vitali, che conoscono il ritmo del cibo e dei fiori, sanno combattere da sole.

Diagnosi e prognosi

Sul terreno, basta dare un’occhiata alla covata e cercare i sintomi già menzionati (covata dispersa, larve morte ingiallite nelle celle aperte, odore aspro e via dicendo), che possono essere verificati con l’ausilio di un kit diagnostico rapido, reperibile in modo facile sul mercato.

Per confermare la malattia, basta spedire un campione delle larve defunte ai laboratori specializzati, come gli istituti zooprofilattici.

Dove isoleranno i patogeni responsabili della malattia, bisogna considerare però che la risposta potrebbe non essere soddisfacente, le api tendono a soffrire di più problemi alla volta e un alveare già afflitto da una condizione tende ad attirarne altre grazie alle sue difese basse.

 

Controllo dell’infezione

Le colonie infette vanno distrutte tramite incenerimento (favi e api mellifere; le arnie, se in buone condizioni, possono essere disinfettate).

Questa misura è consigliata in caso di stadio avanzato della malattia, colonie deboli o bassa prevalenza della malattia nell’apiario.

Esegui una disinfezione accurata di tutti gli oggetti utilizzati per la manipolazione delle arnie infette, compresi gli strumenti usati dall’apicoltore (ad esempio, il coltello per arnia, i guanti, la tuta, il mielettore, ecc.).

Utilizza il metodo dello scuotimento dell’arnia, che consiste nel vibrare le arnie dai favi infetti in un’arnia pulita con nuova fondazione. Rinnova i favi ogni due-tre anni (circa il 30 percento dei favi all’anno). Rimuovi la regina dalle colonie infette

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