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Virus BQCV delle api da miele colpisce anche vespe e zanzare

Di molte malattie ed infestanti che colpiscono le api, una malattia mortale causata dal Cripavirus che viene diffusa facilmente sia dalle api stesse che dai loro nemici quali il parassita Nosema ceranae che vive nell’addome delle api e i temibili varroa destructor, è il “Black Queen Cell Virus”, o Virus della cella nera della regina, o della cella reale.

Cosa è il Black queen cell virus

zanzara Aedes vexans by Nicola Addelfio

Il nome ci da un importante indizio, ovvero esso colpisce la cella della regina, è una malattia senza sintomi fino a che la regina, infettata in forma di pupa, diviene una larva, cambiando colore dal suo distinto giallo a marrone fino a diventare nera, a quel punto muore e la sua cella viene tappata dalle api.

Non da sintomi evidenti nelle regine o api mature, ma sono comunque veicolo di trasmissione, l’ipotesi più probabile dalle molte ricerche fatte è che questo virus si diffonde attraverso il cibo, anche senza un host può sopravvivere nelle larve morte e nel polline e miele infetto per cui sono le stesse api infermiere che nutrendo le regine le contagiano, che l’acqua o l’equipaggiamento dell’apicoltore siano un mezzo di diffusione non è ancora chiaro, ma la sua eradicazione si svolge con una sanificazione dell’equipaggiamento, delle fonti di acqua circostanti, la sostituzione del favo e della regina.

Come rimuovere il virus da una colonia

Ci sono vari aneddoti in merito a come, oltre ai metodi descritti, di sanificazione, per rimuovere questo virus da una colonia, ma niente di completamente affidabile, il metodo usato per combattere il parassita Nosema ceranea, che è solo 1 dei modi in cui il virus può essere trasmesso, ovvero con l’antibiotico Fumagillin, (disponibile anche in Italia) nonostante i suoi più di 50 anni di uso, a seguito di una ricerca di 10 anni fa, risulta non solo inefficace contro il parassita ma che addirittura come ne possa peggiorare l’infezione piuttosto che sopprimerla.

Il problema è complicato, ma l’antibiotico sembra bloccare la produzione di spore del parassita, senza eliminarlo completamente, il che indicherebbe il bisogno di trattare costantemente le api, con conseguenze sconosciute, una prospettiva impossibile dato il divieto in America e probabilmente anche in Europa di non usare questo farmaco durante la stagioni di raccolta e nonostante questo divieto, residui del farmaco si possono ancora trovare dentro il miele Americano.

Effetti del virus sulle api

Questo virus potendo uccidere le regine e la mancanza di una cura anti virale o vaccino lo rende capace di eliminare l’intera colonia.

E’ molto più diffuso di quanto sembra, considerato tra i virus più diffusi tra le api in Europa insieme al virus delle ali deformate.

 

Lo studio sulla zanzara

Immagine del CDC europeo che mostra la diffusione della zanzara Aedes Vexans
Presenza (colore rosso) sul territorio italiano ed Europeo di questa zanzara, il grigio indica la mancanza di dati, mentre il verde la sua assenza.

Pubblicato recentemente sul Journal of Insect Science, lo studio Canadese mirava a cercare virus e altri patogeni diffusi dalle zanzare, che uno di questi fosse un virus delle api non era quello che si aspettavano. I ricercatori hanno fatto questa scoperta analizzando delle zanzare del Nord America, sequenziando allo stesso tempo questo virus.

 

Gli stessi ricercatori ammettono che ancora non sono chiare le modalità di trasmissione di questo virus, sembra che le zanzare lo abbiano acquisito mentre foraggiavano dalle stesse fonti di nettare delle api, infatti anche se le zanzare sono notoriamente succhiatori del nostro sangue, questo è vero solo per la femmina, mentre il maschio è sprovvisto di un apparato per prendere sangue ma in ogni caso entrambi i generi si nutrono comunque di nettare e possono così compiere la stessa azione di impollinazione che svolge l’ape.

 

La specie di zanzara analizzata era la Aedes vexans, un nome sicuramente poco familiare ma che tuttavia è presente in buona parte dell’Europa, Italia inclusa, pungono umani ed animali, mammiferi in generale come le altre zanzare moleste e sono un vettore di molte malattie, come la Dirofilaria, la Mixomatosi,l’encefalite californiana, il Bunyavirales e la Zika.

 

I ricercatori non hanno trovato prove che il virus possa proliferare all’interno della zanzara, per cui l’insetto rappresenta la fine per questo virus, ma ritengono servano ulteriori ricerche per stabilire se un trasmissione da zanzara ad ape sia possibile.

Lo studio sulla vespa velutina

La vespa velutina è una specie ancora aliena all’italia, ma solo perché non si è stabilità, è infatti presente nel territorio ma solo sporadicamente. Sono predatori delle api per questo più pericolose per gli apicoltori che per la persona media.

Quest’altra ricerca, svolta su territorio italiano, ha evidenziato come la vespa possa rimanere infettata dal parassita, così come anche il virus delle ali deformi, ma le vespe appaiono senza sintomi, inoltre come la precedente ricerca rimane inconclusiva nel capire se possa infettare le api con cui va a contatto, se consideriamo che queste attacchino le api e quindi possono entrare nell’alveare, oltre al fatto appurato che il virus sussista nelle larve già morte e nel cibo, tuto sembra puntare alla possibilità di una vespa il cui attaccato è stato sventato, che giace morta mentre virus di cui è portatore rimane attivo e pronto ad infettare la prima zanzara che ne venga a contatto.

La ricerca è un trampolino di lancio per ulteriori studi su un virus diffuso in buona parte del mondo apicoltore ma ancora poco compreso, lo studio canadese è anche la prima volta che il suo genoma viene sequenziato, ma ci sono ancora molti interrogativi a cui rispondere.

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