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Nosema una piaga per le api

La nosemiasi è una malattia che colpisce le api adulte ed è causata da piccoli funghi chiamati Microsporidi, appartenenti alla famiglia dei Nosematidi e al genere Nosema.

 

Esistono due specie principali di Nosema che influenzano le api del genere Apis mellifera: il Nosema apis (N. apis) e il Nosema ceranae (N. ceranae). Entrambe causano forme diverse della malattia. Mentre il N. apis provoca una forma gastro-enterica tradizionale, il N. ceranae è una specie esotica scoperta nel 1996 da Fries e porta a una forma di malattia caratterizzata da un graduale declino delle colonie fino alla morte.Imposta immagine in evidenza

 

Entrambe le specie di Nosema si presentano come spore al microscopio, e morfologicamente sono simili. Queste spore rappresentano la forma attraverso cui la malattia si diffonde e resiste nell’ambiente. Possono rimanere infettive da pochi giorni fino a cinque anni.

 

I. Nosema apis malattia api

 

Il Nosema apis è associato alla forma tradizionale della malattia ed è più comune nelle regioni fredde e umide. È solitamente legato a condizioni alimentari insufficienti negli alveari durante l’inverno. Si manifesta principalmente in primavera, causando una riduzione del numero di api nell’alveare. Colpisce l’apparato digerente delle api adulte, mentre gli stadi larvali e la regina sono meno suscettibili.

 

Patogenesi

 

Le spore vengono ingerite dalle api e si sviluppano nell’intestino, distruggendo le cellule epiteliali. Questo danneggia la mucosa intestinale e le funzioni digestive ne risentono. Le spore, veicolo di diffusione della malattia, vengono eliminate con le feci e possono infettare altre api.

 

Anche le ghiandole responsabili della nutrizione delle larve subiscono danni, compromettendo l’alimentazione delle giovani api e il rinnovo della colonia.

 

Sintomi

 

Le api colpite mostrano disturbi intestinali, ridotta capacità di produzione di pappa reale da parte delle nutrici e minor attività da parte delle api bottinatrici. In alcuni casi, anche la regina può ammalarsi e smettere di deporre uova. L’apicoltore può osservare un lento spopolamento dell’alveare e un aumento dell’irrequietezza delle api.

 

Diagnosi

 

La diagnosi precoce è difficile, ma segnali come la presenza di escrementi liquidi sull’entrata dell’alveare possono insospettire. L’esame microscopico delle feci può rivelare la presenza delle spore. La conferma avviene tramite esami di laboratorio che identificano le spore di Nosema spp.

 

Trasmissione

Il contagio avviene principalmente attraverso l’ingestione di feci infette. Le condizioni climatiche e le pratiche apistiche influenzano la diffusione. Il N. apis è favorito da inverni e primavere fredde e piovose.

 

Prevenzione

 

La gestione corretta dell’apiario, l’ubicazione in zone soleggiate e poco ventilate, un adeguato invernamento e l’alimentazione autunnale ed invernale sono misure preventive. Posizionare piante pollinifere vicino agli alveari fornisce alimento proteico alle api. Durante l’inverno, disturbare le api il meno possibile. Se il N. apis è presente, la distruzione dell’alveare può essere necessaria.

 

II. Nosema ceranae

nosemia

 

Il Nosema ceranae è una specie più recente, originariamente scoperta sulle api Apis cerana in Asia. Si è diffusa su Apis mellifera in Europa, sostituendo il N. apis. Causa sintomi diversi dalla nosemiasi classica, come spopolamento e morte degli alveari.

 

Patogenesi

 

Le spore vengono ingerite attraverso il cibo, come miele contaminato. Si sviluppano nell’intestino, dove danneggiano le cellule epiteliali. Le spore sono resistenti nell’ambiente e favoriscono le reinfezioni.

 

Sintomi

 

La malattia si manifesta tutto l’anno, ma la gravità varia nei diversi mesi. Le bottinatrici infette muoiono lontano dall’alveare, causando uno spopolamento graduale e invisibile.

 

Diagnosi

 

Le spore di N. ceranae sono simili a quelle di N. apis. La diagnosi avviene attraverso esami di laboratorio, come la PCR, che rilevano il DNA del patogeno.

 

Prevenzione

 

La fumagillina è un antibiotico efficace. La disinfezione dell’attrezzatura apistica e l’uso di integratori bio-stimolanti possono aiutare a contenere la malattia. Le procedure di disinfezione includono fiamma azzurra, raggi gamma, acido acetico glaciale, soda caustica e candeggina.

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